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mercoledì, 18 novembre 2009 alle 20:41 Phew! Un'altra giornata come quella di oggi e ricoverano anche me in cardiologia.
Papà ha superato l'intervento. Lo hanno portato via stamattina alle 7.45 e me lo hanno restituito alle 15.15. Non vi dico come ho trascorso le infinite ore fin quando alle 12.20 la dottoressa è venuta in camera da me per dirmi che l'intervento era riuscito e che papà era stato trasferito nella recovery room, la "stanza del risveglio". Quando lo hanno riportato in stanza era attaccato al respiratore ed a tutti quei macchinari che si vedono nel Dr. House. Ogni volta che il monitor lanciava il beep di allarme, il mio cuore saltava in tachicardia, io entravo in panico e l'infermiera ha deciso che forse era il caso che mi tranquillizzassi, perché loro avevano la situazione sotto controllo. Nel mentre, il coso (al secolo colui che all'anagrafe è mio fratello) era in viaggio fino a qui ed ora passerà la notte a vegliare su di lui al posto mio. Tutto bene, quindi. Un altro "scantazzo" passato. Ed io, di mio, ho gongolato vedendo quanti capelli ha perso il coso nel frattempo. ![]() |
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martedì, 17 novembre 2009 alle 22:29 Se. Se fossi credente, probabilmente adesso starei pregando.
Se fossi credente, non starei trascorrendo il mio tempo a scaricare i punti di Mafia Wars, o Vampires, o Castle Age. Non starei guardando insieme alla Gemella i primi episodi di serie TV in attesa della lunga ed estenuante giornata di domani. Se fossi credente, probabilmente, troverei un senso per la scritta che campeggia al San Raffaele di Milano, Tempio della Medicina e della Sofferenza. Chi mai potrebbe ergere un tempio del dolore, dai... Giusto un cattolico. Se fossi credente pregherei per tutta la mattina di domani sperando che mio padre apra gli occhi dopo l'intervento delicato al quale verrà sottomesso, con tutto l'elenco dei rischi al quale incorre. Pregherei per non dovere davvero accedere al suo testamento, il cui luogo mi è stato rivelato oggi da lui stesso. Ma sono atea, e mi resta solo sperare ed aspettare. Aspettare di non essere orfana domani a questa stessa ora. ![]() |
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martedì, 10 novembre 2009 alle 20:39 Un tranquillo martedì di novembre. Non c'è che dire: quando ti svegli alle sei e mezza del mattino del giorno di riposo, con dei dolori allucinanti alla pancia perché ti è tornato il ciclo, hai già capito come andrà il resto della giornata.
Mi sono alzata, trascinata in cucina, fatto una tazzona di caffè americano, scaldato nel microonde il nuovo sacchetto-gel caldo-freddo e sono tornata nel letto piazzandomelo sulla pancia prima, dietro la schiena poi, finché non ha perso il calore. Ma di riuscire ad addormentarmi non c'è stata storia. Alle nove ero di nuovo in piedi, girovagando alla ricerca di come occupare il tempo. Mi siedo al Mac, guardo Splinder, controllo i messaggi privati, nessun commento nuovo al blog. Lo apro lo stesso e con orrore scopro che non si vedono le immagini: niente foto, niente header, niente banner. Sollevo lo sguardo all'orologio al lato dello schermo. Ma che giorno è oggi? Dieci. Cazzo. M'è scaduto il dominio l'otto e mi sono scordata di rinnovarlo, nonostante i tremila promemoria inviatimi da Aruba. Attimo di panico. Corro a vedere la posta elettronica alla ricerca di mail dove mi segnalano la disattivazione. Nulla. Però trovo quella dove v'è il link per rinnovarlo. Scatta la ricerca disperata degli estremi dell'account e per la fretta accedo persino a quello della Puzza-Gemella. Mo' come diavolo esco da qui? Aruba non ha il pulsantino "log-out". È stato facile, bastava aggiornare la home. Procedo al pagamento ed alla riattivazione, scoprendo per l'ennesima volta che il secur-code della Mastercard è, in realtà, solo una grossa rottura di balle in più. Non ho ancora capito perché, ma ogni qualvolta inserisco i miei dati, mi dice che non sono corretti e devo procedere di nuovo alla registrazione. Torno alla posta elettronica che mi era parso di vedere un messaggio di papà. Adesso è ufficiale: la cartella esattoriale di cinquecentoepassaeuro è da pagare. Torno a letto e fingo di non essermi svegliata? Ricomincio da domani? Invece no, mi metto a fare i lavori di casa. Verso le undici mi chiama mia madre.Santa donna, sa sempre quand'è il momento per dire la cosa sbagliata. L'ultima volta che l'avevo sentita avevo anche cercato di convincerla ad accompagnare lei papà in ospedale. Tanto la polizza assicurativa comprende le spese per un accompagnatore. «E se mentre non ci siamo ci entrano in casa i ladri?» «Sì, certo, mamma. Tu non lo sai ma vivono con le telecamere puntate su casa vostra ed aspettano solo che usciate per svaligiarla. Sei paranoica!» Non l'avessi mai fatto, permalosa com'è, fra l'altro. Oggi parte in quarta. Hanno chiamato un amico i cui operai sono stati lì, nella settimana passata, per fare piccoli lavori di ristrutturazione che bloccassero le infiltrazioni della pioggia. «Si sono fottuti la Nikon,» dice piccata e già so che quando usa quel linguaggio è incazzata e sta cercando di farmela pagare. «Ma io sono paranoica!» Eccola lì, che la stavo aspettando. E meno male che lei era dentro casa. Al terzo "maiosonoparanoica", ho sbottato io. «Se hai chiamato per litigare, guarda non è aria.» dico io, senza freni. «Ho già abbastanza rotture di coglioni di mio e non sono disposta a sopportare le tue. Sti cazzi, la Nikon. Si ricompra.» L'apoteosi. «Prenditi cura di tuo padre, per quanto mi riguarda è l'ultima volta che tu ed io ci sentiamo.» Alleluja, vediamo stavolta per quanto tempo è in grado di mantenere la promessa. Poi, quando si sarà ripresa, cercherò di scoprire perché non hanno sporto denuncia. La giornata s'aggiusta un po' verso le diciassette e qualcosa, quando mi chiama la Puzza-Gemella. «Certe cose le devo scoprire dal tuo blog,» protesta. E talvolta ha anche ragione. È che io odio rompere i coglioni più di quanto sia strettamente necessario. «Mi lasci alle sette al lavoro e te ne vai con la macchina. O mi faccio accompagnare da mio padre.» Il Socio si offre di rimanere a dormire con i miciotti, laddove possibile. Ora, scusatemi se vi lascio tosto, ma devo andare a pagare il biglietto del treno. Postato da AdyaHalliwer, in: genitori, siòra sfiga, il socio, la puzza-gemella
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sabato, 07 novembre 2009 alle 22:50 Da dimenticare. Diciamoci la verità.
Sono in una condizione di panico. Di quelle che ti svegliano di botto la mattina, lasciandoti senza fiato. Il 15 devo partire per Milano perché dovrò recuperare a Linate mio padre il 16 mattina alle 8 e portarlo al San Raffaele. La Dea Bendata ha la fascia sugli occhi per me, ma non per la Gemella. Lei ha trovato lavoro e comincerà da lunedì prossimo. Sono assolutamente felice per lei, ma questo "imprevisto" ha gettato me nella merda. Questo significa che non avrò più a disposizione la sua macchina per andare a prendere mio padre all'aeroporto e portarlo in ospedale. Quindi le soluzioni restano due: 1. vado su con la mia macchina; 2. la affitto a Milano. La prima è quella che mi fa svegliare di soprassalto. Ho il terrore dei viadotti. Ma non è una paura piccolina da nulla, è una di quelle fobie che ti fanno sgranare gli occhi, aggrapparti al sedile, guidare a 50 all'ora sulla corsia centrale e sperare che non ci sia nessun imprevisto che ti faccia sbandare verso il guardrail e precipitare chilometri sotto senza possibilità di scampo. È il premio che ho ottenuto per un incidente avuto nel 1998, sulla Roma-Pescara, quando per una distrazione ho perso il controllo della vettura e sono finita in un fosso appena dopo un viadotto. Cinquecento metri prima e sarei morta in volo. L'opzione numero due non è altrettanto piacevole. Quest'anno non rientrava nel budget il viaggio a Wicklow, sicché pagare anche 110 euro di noleggio è una follia alla quale non posso andare incontro. Sono vergognosamente sotto con il bilancio e questo significherebbe attingere ai risparmi, mossa poco intelligente. Quello che mi fa male, e lo vomito senza remore qui, è che pur sapendo quanto sia terrorizzata dai viadotti, il Socio mi abbia proposto di andare sù con la mia macchina, segno che non si rende conto, nonostante i dieci anni che ci conosciamo, di quanto sia forte questa mia fobia. Cerchiamo comunque l'alternativa. "Evitiamo l'autostrada" dice lui. Il Via Michelin ci propone 625 chilometri per undici ore di percorrenza. Minchia, una giornata. E vogliamo metterci i gatti? Ho preso due settimane di ferie dal lavoro. È chiaro che spero di rientrare prima. Un po' perché spero che mio padre non debba stare lì dentro per così tanto tempo, un po' perché son le ultime ore che mi restano sulla busta paga e, vista la mia sfiga, l'imprevisto ha sempre bisogno di un permesso giornaliero. Torniamo ai gatti. Il Socio si occuperà di loro, ma dovrà fare la spola fra Tivoli, Roma e Setteville, senza la garanzia che possa passarci tutti i giorni. Il massimo che li ho lasciati da soli è stato nove giorni, quindici diventano un'eternità. E se li portassi con me a Milano? Billie comincia a piangere appena messa nella gabbietta e soffre la macchina, questo significa che vomita, fa la pipì e la cacca e chissenefrega della tappezzeria. Vasco piange che sembra non avere fine alla potenza delle corde vocali e modulazione di frequenza dei "miao".Sei ore di miagolii distruggono anche una simil-dura come me, specie se impegnata ad affrontare i viadotti dell'appennino. Rischio di arrivare sù, sospirare dell'agognato approdo e non voler tornare più giù. Tutto questo per dire che mi manca il fiato. E se ci aggiungiamo che la Gemella ha salvato la vita ad una micina che fra "frufrù" ininterrottamente come faceva la mia Robin quand'era cucciolina e che si sta avvicinando il primo Natale senza di lei.... È arrivato il freddo, non ho più la mia principessa che mi dorme con la schiena appiccicata alla mia pancia e la testa appoggiata sul braccio a mo' di cuscino. Il letto è vuoto. Non ho più le sua fusa a coadiuvarmi il sonno. Se dovessi veramente volare giù dal viadotto, secondo voi, mio padre si offenderebbe? Piccolo post scriptum: in un periodo di depressione nera, ho deciso di tornare mora. Mi capita spesso quando sono insoddisfatta e nn contenta di me stessa. Non badate al vergognoso taglio, sto cercando di farli crescere. Se ci arrivo... Postato da AdyaHalliwer, in: genitori, capelli, imprevisti, umore giù, siòra sfiga, il socio, la puzza-gemella, mondo-gatto, la peugeot
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venerdì, 23 ottobre 2009 alle 11:27 TGIF. Sono tornata a casa e mi sento il cuore pesante.
Sarà che è venerdì e dopo un anno passato ad averlo come giorno di riposo, il dover andare a lavorare mi deprime ancora di più. In questi quattro giorni via, ho sperimentato come sarebbe vivere con la Gemella e il risultato è scontato: fantastico. Il cardiologo che ha ricevuto mio padre, ha deciso che vuole ricoverarlo e ripetere gli esami. Questo significa che il 15 novembre dovrò nuovamente salire a Milano e stargli vicino. Che poi usare il verbo "dovere" è inesatto. Vorrò. Perché nonostante tutti i torti è sempre e comunque mio padre, ne ho uno solo, gli voglio bene e fra l'altro ho pure paura di perderlo. E se lo devono operare, voglio essergli vicino quando riaprirà gli occhi. Anche se comporterà il rischio di rivedere il "coso". E comunque tornerò su pure per Halloween che la Gemella ed io abbiamo trovato già il locale dove andremo ed il Socio ha già comprato il lettore dvd/divx per la macchina e lo testeremo nelle sei ore e mezzo di viaggio che faremo. Postato da AdyaHalliwer, in: genitori, novita, umore giù, il socio, la puzza-gemella
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mercoledì, 14 ottobre 2009 alle 14:07 Lezioni d'Inglese. Davanti a tre pinte di birra, nella cornice del Fitzpatrick's pub di Wicklow, sfogliavamo il dizionario tascabile per testare quanto d'Inglese masticassimo.
Finché non chiedo: «Il significato di "sleepless"?» «Insonne» risponde il Socio. «Senza mutande!» ribatte la Gemella. ![]() Postato da AdyaHalliwer, in: chicche, alcol, il socio, wicklow, la puzza-gemella
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martedì, 13 ottobre 2009 alle 15:15 Aggiornamenti ed errata corrige. Più di qualche collega, nei giorni appena trascorsi, ha fatto riferimento al mio blog, chi perché lo ha già letto, chi perché freme per farlo, il che mi rende abbastanza fiera.
Un sentito grazie ad Archie per la smisurata pubblicità che gli fornisce. A lui il badge onorario come fan #1. Visto il polverone sollevato dal post precedente e dopo accurate conversazioni avvenute dopo il mio rientro al lavoro, mi sembra doveroso correggere alcuni punti ed infoltirne altri. Dando per scontato che le voci di corridoio spesso storpiano gli eventi stessi, la situazione attuale vede Miss Favorita con un aumento ore temporaneo fino a gennaio prossimo. Altre voci di corridoio confermano che questo aumento diventerà un fisso di 30 ore da lì in avanti. In questo scandalo che rimbomba fra i dipendenti del reparto, c'è da dire anche il giusto: che ella non è stata l'unica fortunata ad avere un aumento temporaneo e che ad altri tre colleghi meritevoli sono stati concessi simili (ma non uguali) aumenti sempre per un periodo di tre mesi. Apportato questo chiarimento, passiamo ad altro. Con la Puzza-Gemella abbiamo convenuto che è meglio che la storia di Cinzia ed Ercole ve la racconterà lei nel suo blog e voi verrete debitamente avvertiti sul quando accadrà. Ha un suo pathos nel narrarla ed un'enfasi propria di chi un avvenimento lo ha proprio subìto. Nel frattempo, il mio trasferimento nei pressi del capoluogo nordico acquisisce urgenza. Se dai negozi IKEA della zona suddetta languono notizie positive, ho cominciato oggi ad inviare ad altre società curriculum nella speranza che il futuro diventi più roseo. Proprio mia madre oggi mi ha chiamato per confermare che sono riusciti ad ottenere un appuntamento per lunedì per far visitare mio padre dal primario del San Raffaele. Quindi mi si prospetta un andirivieni frequente da qui a Milano ed oltre che scomodo mi risulta anche costoso, in un momento per il quale le finanze cominciano a scarseggiare. Persa l'opportunità anche per quest'anno nel tanto agognato aumento ore è giunto il momento di guardare in faccia la realtà ed ammettere che sono quattro anni ormai che sono in perdita. Lo stipendio attuale non copre le spese fra affitto, bollette, macchina, me e due gatti. Urge una soluzione ed urge al più presto.Infine, come anticipato in un post precedente e come promesso ad Archie ieri, pubblico finalmente la foto con la parrucca rosa. Sorvolate sulle occhiaie, per favore. Prima o poi riuscirò a tornare a riposare tranquilla. Per il naso, purtroppo, nemmeno Photoshop può compiere il miracolo! ![]() |
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mercoledì, 07 ottobre 2009 alle 22:08 Bentornata. Sono rientrata al lavoro oggi ed il mio primo pensiero è stato "adesso mi licenzio, compro il biglietto di sola andata e me ne torno in Irlanda”.
Capisco che detta così possa suonare banale. Alla fine chi, dopo una favolosa vacanza, non ha voglia di tornarci immediatamente? Come preannunciato in un post precedente, la Favorita ha ottenuto il contratto, quindi da ventiquattro ore settimanali è passata a trenta. Ma siccome non è una Favorita a caso, ha vinto anche il bonus di sei ore a settimana per tre mesi. Non è meravigliosamente fantastico? Quello sputazzo di ore che erano state concesse al nostro reparto sono state convogliate tutte sulla prediletta del capo! Che curiosa coincidenza. Voi cosa mi consigliate? 1. Vado dal capo e gli dico "Ehi pirla, ma ragioni con la testa o con le mutande?" Dopo l'indagine di clima aziendale negativa nei suoi confronti, s'è comportato da pagliaccio peggio di Berlusconi. 2. Non dico nulla ed attendo la fascia come Miss 20 Ore IKEA per il quinto anno consecutivo. 3. Mi licenzio e sulla soglia dei 40 anni cerco un nuovo lavoro qui in Italia! 4. Mi suicido e lascio i debiti in eredità ai miei gatti. In tutto questo roseo quadro aziendale, metteteci pure che il Negozio di Corsico ha risposto ancora negativamente alla mia richiesta di trasferimento e che mi tocca continuare a marcire qui. Welcome back, home. ![]() |
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lunedì, 05 ottobre 2009 alle 14:00 Wicklow & Co. Vediamo di raccapezzarci.
Sono tornata da Wicklow. Aggiungerei anche un "purtroppo". Ogni volta che vado lì è forte la tentazione di non tornare più e non è più ormai il fatto di avere un lavoro qui che mi ferma, anche se pure l'Irlanda, ormai, sta soffrendo della crisi. È il fatto di avere due mici ad aspettarmi qui e le restrizioni dell'Irlanda sull'introduzione degli animali nel Paese. Ma per approfondimenti chiederò ai loro veterinari. Siamo capitati, stavolta, in pieno referendum. La popolazione era invitata a votare per un referendum sul trattato di Lisbona. Da noi, decidono loro e basta. È stato un viaggio favoloso, come al solito. Il sole ci ha sorriso per quasi tutta la permanenza, tanto che l'ultimo giorno eravamo addirittura in spiaggia a maniche corte a giocare con una cagnetta incontrata strada facendo. Abbiamo perso le nostre abilità nel divorare la Full Irish Breakfast, tranne il Socio ovviamente. La sua capienza è rimasta tale e quale. Questo non ci ha fermate, però, dalla solita capatina a Dublino ed alla Gallagher's Boxty House, un ristorante di Temple Bar che serve il boxty, un tipico piatto irlandese ma che non tutti gli irlandesi conoscono. Lo shopping selvaggio ci ha viste cariche ancora una volta di magliette, ciondolini e souvenir. Va da sé che per i prossimi mesi la carta di credito verrà sepolta sul fondo di un cassetto e tirata fuori solo per le emergenze, come d'altronde fanno gli Americani con un briciolo di coscienza. Le vetrine di Wicklow sono già addobbate per il quasi imminente Haloween e, se lo scorso anno sono tornata con un simpatico scheletro da appendere dietro la porta, questa volta mi sono contenuta ed ho comprato solo piccole zucche, una bugia ed una parrucca rosa. Sì, avete letto bene. Era dallo scorso anno che la sognavo! Quello che verrà ne prenderò una bianca, l'ho già vista da Claire a Bray e non ci dormirò sopra finché non l'avrò fatta mia. Bray, per chi si fosse perso le puntate precedenti, era quella ridente cittadina sul mare dove servono il Grilled God. Ma forse era una "c". Il Bridge Tavern, il pub dove siamo soliti andare dopo cena a Wicklow, ha cambiato il colore della facciata ed ora, da giallo, è divenuto bianco. Dev'essere una loro abitudine perché la volta scorsa ci siamo ritrovati davanti ad un Leitrim Lounge da rosso a giallo. Il Leitrim Lounge è il nostro pub per la cena e per le partite di rilievo, tipo Mancester, West Ham, Celtic. Se capitate da quelle parti, fateci un salto. Ha vinto per sei anni consecutivi l'award come miglior pub e, se avete lo stomaco abbastanza capiente, ordinate un Mixed Platter.Alan, il proprietario del B&B dove siamo solite soggiornare da due anni a questa parte, è sempre gentilissimo. Ha rinnovato il Silver Sands e dove c'era un grazioso prato ora c'è un mini-parcheggio con quattro posti auto. Ma la fantastica vista sul mare e sulla Dumbur Road non è cambiata. L'ultimo giorno ci ha accompagnate perfino alla fermata del bus con la macchina e noi ci siamo risparmiate una bella camminata con tanto di bagagli a spalla. Su quest'ultimi ci sarebbe da fare una filippica. Se da un lato la Ryanair è economica sul costo del biglietto, se abbondantemente acquistato in anticipo, dall'altra fa le pulci sul peso degli stessi e sulle dimensioni. Stavolta ci ho rimesso trenta euro, ma il prossimo anno parto con la valigia vuota! Gli irlandesi sono tutti fantastici, eccezion fatta per i dipendenti della suddetta compagnia aerea. A parte per la fantastica posizione fra colline e mare, Wicklow mi piace anche per i suoi abitanti. La gente è cortese e ti saluta per strada anche se non ti conosce, al pub ti offrono tutti da bere, le macchine si fermano di botto alle strisce pedonali se solo accenni a voler attraversare. Provaci in Italia e ti ci stampano sopra e dopo ti danno anche la colpa perché non hai guardato. Il venerdì e sabato sera sono caratteristici. La popolazione femminile, in genere quasi tutte minorenni, si avvolgono di abiti di dubbio gusto, tacchi mostruosi e trucco pesante, il tutto per sembrare più grandi e poter bere alcolici nei pub. Siamo riusciti anche ad andare a cena al Fitzgerald's di Avoca, una cittadina di quattro case ed una chiesa, nota nel paese per essere il luogo dov'è stato girato il telefilm Ballykissangel, del quale, ovviamente, noi siamo fedeli fans. Adesso, sulla mia mensolina irlandese a casa, posso vantare la tazza e l'accendino griffati Ballykey! A fare da cat-sitter mentre noi ci godevamo la vita in quelle lande verdi e fantastiche, c'era mio padre. In nostra assenza si è fatto il giro della regione alla ricerca della dimora perfetta per lui, mamma e l'ex coinqui-coso, sbattendo il muso contro la realtà dei prezzi locali. La sua permanenza mi ha fatto guadagnare un treno di gomme nuove per la Peugeot, i freni, un cuscinetto del quale ignoravo l'esistenza nella trasmissione e il pieno di gasolio. Dall'altro è piena di sportellate perché chi sa dove cazzo l'ha parcheggiata e mi ha pure spaccato un copriruota. L'ultima sera della sua permanenza qui in quel di Guidonia, la Puzza-Gemella ha scoperto un ristorantino grazioso nemmeno troppo distante. Mi ero preoccupata di prenotare, viste le foto sul loro sito, ma la voce al telefono mi ha detto che non v'era necessità. Ci saremmo dovuti preoccupare una volta varcata la soglia nel vedere che solo un tavolo era occupato nonostante fosse venerdì, ma la cena è stata gradevole ed i consumi moderati. I tre proprietari, apparentemente madre con due figli grandi, sono stati tacciati dalla Puzza-Gemella come "straaaaaaaani", affermando che sembrano capitati lì per caso e improvvisatisi gestori. In compenso, fanno tutto loro: pane, pasta e i vini provengono dalla loro enoteca. Non possiamo garantire sulle carni, ma a parte una salsiccia salatissima, il resto era ottimo. Dovrei parlarvi anche di Cinzia ed Ercole, ma mi sono già abbastanza dilungata in questo post e 'sti due ne meritano uno tutto loro. Postato da AdyaHalliwer, in: amici, genitori, ferie, coinqui-cosi, il socio, wicklow, la puzza-gemella, la peugeot
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sabato, 19 settembre 2009 alle 22:25 TGIS! Thanks God It's Saturday!
Gli inglesi lo dicono del venerdì, ma loro hanno il concetto della settimana corta e dell'orario d'ufficio fino alle 5 del pomeriggio. La mia invece è sballata ed il weekend libero cade solo una volta ogni due settimane. Finalmente posso dirmi ufficialmente in ferie. «Mi lasci orfano», ha commentato oggi Archie, dopo averlo salutato fino ad ottobre almeno. Sono ferie strameritate, dopo aver concluso con l'ultimo giorno di lavoro nonostante cadesse in uno di riposo, ma c'era la revisione annuale e la commissione straniera era pronta a fare le pulci su qualsiasi cosa stonasse all'interno del nostro negozio. Ammetto di essere stanchissima. Nei pochi giorni di riposo che ho avuto questa settimana sono stata comunque costretta ad alzarmi presto per terminare la missione rimborso dell'agenzia delle entrate per i miei. Martedì ero salita a Tivoli per mettere solo una firma, poi sono rimasta bloccata lì per un altro paio di ore perché la burocrazia italiana riesce a trovarti il pelo nell'uovo se si tratta di restituirti soldi che in passato ti ha chiesto per errore. Sembrava finita, quando nel primo pomeriggio mi anno richiamata per comunicarmi che mancava ancora un'altra firma che ho dovuto mettere il giorno dopo, ancora di riposo, altrimenti non avrebbero potuto dare il via al bonifico. Ma è fatta, almeno per questa straziante avventura. Lunedì arriverà mio padre, il quale, per chi non segue assiduamente, non sa nemmeno che fumo e che è ridotto abbastanza maluccio per averlo fatto per una vita intera. Questo mi porterà a fumare di notte fuori della finestra del mio bagno, quando lui starà già dormendo.Anni fa (ormai sei) quando ero ancora disoccupata e passai l'estate da loro mi ero organizzata con estrema furbizia. Uscivo spesso con qualsiasi scusa, come fare compere per conto loro, buttare la spazzatura, fare due passi, approfittavo del loro sonnellino pomeridiano per fumare nel cortiletto interno, aspettavo che andassero a dormire per fumare davanti al loro Mac e ciccavo in un barattolino di vetro riempito di acqua che svuotavo regolarmente nel water e sciacquavo con dovizia. Insomma, una fumatrice clandestina ad hoc. Ho sempre avuto la fortuna che, per lo meno la sera, andassero a dormire prima di me e comunque, al tempo avevo ancora abbastanza conoscenze Lottiane a Palermo da uscire spesso la sera e fumare in totale tranquillità. Comunque lui arriverà il 21 e noi il 23 abbiamo l'aereo per Dublino. Mi fa sentire più tranquilla che Billie e Vasco restino in sua compagnia piuttosto che da soli per nove lunghissimi giorni. Questo però significa che domani la Gemella ed io dovremmo armarci di ramazza, paletta, straccetti e mocio per rendere questa casa qualcosa che somigli di meno ad un porcile. Personalmente devo lavare anche la Peugeot dentro e fuori, visto che solo all'interno sembra un posacenere con l'arbre magique alla vaniglia. Ho persino ricomprato il tergicristallo posteriore. Una rabboccata ad olio ed acqua, una sistemata ai freni posteriori, il pieno e farà la sua bella figurona. Mio papà avrà anche la piccola Limousine a disposizione. Devo preparare ed eventualmente anche masterizzare i cd da portare a Wicklow. Il Socio, come d'uopo, ci raggiungerà per quattro giorni, quest'anno con la Silvia. E l'immancabile auto a noleggio. Siamo anche riusciti a prenotare tutti e quattro nello stesso Bed&Breakfast. Già le premesse dicono che sarà una mega-figata. Ora devo solo stilare la lista di nomi a cui spedire cartoline o comprare souvenirs, altrimenti rischio di dimenticarmi qualcuno. È incredibile come si attenda tutto l'anno per andare in un posto dove passeresti, invece, tutta la vita. Postato da AdyaHalliwer, in: amici, genitori, vita da single, ikea, ferie, il socio, wicklow, la puzza-gemella
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