

|
venerdì, 25 luglio 2008 at 02:45 Una festa... a sorpresa. Finito il turno serale, verso le ventidue, mi ritrovo nello spogliatoio con un sacco di colleghe in fermento.
Quello che ignoravo è che ci fosse una festa di addio per una di noi che si trasferisce a Rimini, con un impiego nuovo, una posizione migliore e probabilmente anche una vita migliore. Stranamente, mi lascio coinvolgere dall'enfasi e dall'entusiasmo di Francesca, che mi sprona a seguirla in questa serata. «Dài, non fare la solita asociale, andiamoci. Vieni con me, facciamo presenza, sono stanca anch'io. Rimaniamo poco e poi andiamo via.» Insomma, le promesse mi vedevano a casa per le 23:30, massimo 23:45. Lì per lì, credevo fosse stata organizzata a casa di questa ragazza che si trasferisce. Arrivate sul luogo, invece, scopriamo che è in un locale, dove all'ingresso ci forniscono un tagliandino rosso con la scritta "Drink Omaggio". Omaggio, un corno. Perché il tagliandino va consegnato alla cameriera con una banconota da dieci, valido per una consumazione da bar con cocktail alcolico o non. «Fermi tutti.» dico io. «Io fuori di qui, con dieci euro ci prendo ben due bicchierini di Jameson!» E pagare il triplo una pinta di Moretti da zero-quattro non mi è parso proprio il caso. Così sconsolata mi sono buttata sul vassoio della frutta, spiluccando porzioni di anguria ed ananas. Almeno lì il tasso calorico era contenuto. Colgo la prima occasione per uscire dal bunker e andare all'aria aperta per fumare una sigaretta in compagnia di un altro collega. Ci ritroviamo lì fuori, tirando boccate di sollievo, sentendoci entrambi fuori posto. «Scappiamo?» chiede lui. «La macchina tua è lontana da qui?» Arriva il tizio del locale che ci chiede di abbassare le voci e di tenerci lontani dalle finestre perché la gente del posto, stufa a ragione di ciurmaglie a far baccano, lancia addosso uova, acqua e quant'altro a tiro. «Che serata di merda.» commento ancora io. Ma chi me lo ha fatto fare? Ed intanto guardo l'ora sul display del cellulare e penso a tre gatti a casa che ancora non hanno cenato. Oddio. Torniamo dentro, perché almeno lì si può parlare senza rischiare la vita, e al termine della festa parte il filmino strappalacrime che ritrae un centinaio di foto della protagonista, dei colleghi e degli amici che hanno fatto la sua storia in Ikea e nella capitale, alternate ad immagini di Roma in tutte le salse, con tanto di sottofondo musicale. No, vi prego. "Quanto sei bella Roma" di Venditti no! Ovviamente, la festeggiata era in lacrime. Ovviamente, io non ero in nessuna foto. Finalmente, verso le ventitrè e quarantacinque (l'ora nella quale speravo di esser già di ritorno a casa), riesco a strappare via Francesca e Sara (le due colleghe con le quali ero arrivata). Ma la sorte è avversa e fra una chiacchiera e l'altra sotto casa di quest'ultima, l'orologio segna l'una. Francesca tenta di riaccendere la macchina, e si ricorda di spegnere i fari. Troppo tardi. "Wough". «Non parte.» «Si dev'essere scaricata la batteria.» «Cazzo.» Approfitto di una monovolume che si accosta al cancello davanti il quale ci eravamo fermate, una lunga e remota ora prima. «Scusate, avete per caso i cavi per la batteria? Non ci riparte la macchina.» Il tizio dentro la vettura mi lancia un'occhiata diffidente e sospetta. «Ok, come non detto, ci arrangiamo.» «Quanti siete?» «Tre. Proveremo a spingerla.» Si dev'essere impietosito quando ha visto che eravamo tre ragazze. «Vi aiuto io a spingere. Metti la seconda e poi rilasci la frizione.» Lo so, ho pensato io. Cristo, sono l'unica che gira con i cavi nel portabagagli ed è pure capace ad usarli? Così mentre Francesca era in panico totale, Sara se la rideva, io biastimavo fra i denti contro il salvatore. In tutti i sensi. «Il cofano scotta. Avete lasciato i fari accesi!» Bella scoperta, Genio. Se no, non stavamo qui a chiederti aiuto... C'è da dire una cosa. Non che non avessi già avuto esperienze simili in passato, ma non esisterà più una volta che non mi porti dietro la mia di macchina. Se sono asociale, c'è un perché. permalink - commenti ![]() |
|
giovedì, 24 luglio 2008 at 13:15 Buon compleanno! Tocca pure a te!
permalink - commenti (1) ![]() |
|
martedì, 22 luglio 2008 at 16:37 Peccati... di Gola. In preda ad un attacco nostalgico di Wicklow, dopo pranzo ho avuto la malsana idea di preparare il fudge.
Non soddisfatta della cosa, ho adocchiato le gallette di riso integrali. Non capisco perché io riesca a rendere ipercalorico un alimento dietetico. ![]() Cazzo. Cazzo. Cazzo. Non rivedrò più i miei cinquantachili. Vado a fare la spesa. A piedi. Si sa mai che ne smaltisca almeno un diecipercento. PS. Trovate la ricetta qui. Postato da AdyaHalliwer, in: dieta, cucina da single permalink - commenti (7) ![]() |
|
lunedì, 21 luglio 2008 at 21:24 Candeline. Postino piccino ma allegro.Un po' in ritardo, forse rispetto agli eventi narrati. Sabato sera sono uscita con il Socio per festeggiare l'arrivo della macchinina nuova (la sua). Ho scoperto che non sono più abituata al lievito della pizza e sono stata male per tutta la notte. Ma non importa: noi siamo stati bene ed è quello che conta. Ora aspettiamo un bel nomignolo per la neo-quattroruote che festeggerà il suo compleanno nientepopòdimeno che nello stesso giorno della Gemella! Macchina Gemellata, Macchina Fortunata. Auguri a tutti e tre. ![]() permalink - commenti (4) ![]() |
|
mercoledì, 16 luglio 2008 at 10:17 Metamorfosi. Eccomi di nuovo qui, per chi si fosse preoccupato della mia assenza.Settimana piatta all'insegna di una dieta mandata un po' a monte a causa dell'eccessiva voglia di dolci e di un ciclo in ritardo. Umore da tigre albina a digiuno. Riflettuto, tanto. Leggendo la Metamorfosi di Berenice (che non è un libro, bensì una splinderiara a me cara) mi sono resa conto che è giunta l'ora di un nuovo cambiamento anche per me. Rileggendo me stessa nell'ultimo periodo mi sono accorta che si erano accumulate troppe cose a rendermi infelice. Io non riesco a sentirmi infelice più di un certo tot. Come dire: tocchi il fondo e poi risali. O come disse il saggio Nathaniel in una puntata di Six Feet Under "abbiamo ridotto così tanto le nostre aspettative che questo cesso ci sembra il paradiso". In fin dei conti il trucco è serbato nella prospettiva: le cose stanno come le vogliamo guardare. Ed ora voglio guardarle con un sorriso. Complice di tutto questo, una sana e schietta chiacchierata con il mio ex responsabile. Altro che psicologo. Da queste parti, si ricomincia dal Mercoledì. Cheers. permalink - commenti (10) ![]() |
|
venerdì, 11 luglio 2008 at 00:30 Molto male. È un periodo che sono insofferente.
L'equilibrio naturale delle mie abitudini è sconvolto dall'assenza della Gemella, ancora al mare con i suoi. Ci sentiamo al telefono tutti i giorni, ma è come se il perfetto treppiede composto da lei, me ed il Socio, in questo momento stesse zoppicando. Il lavoro non mi da soddisfazioni e comincio a credere di esserne la causa principale. Annualmente ci rilasciano un feedback ed il mio è sempre abbastanza positivo. Quello relativo allo scorso anno vedeva carenze solo nel mio orientamento al cliente. Ma è stato giusto così. Dopo mesi passati a litigare con la gente, per me il cliente è un nemico da abbattere, un fastidio che va soppresso. Ho sviluppato una sorta di idiosincrasia alla gente. Per il resto il risultato della mia valutazione era altissimo. Ok, sono bella, sono figa, sono brava. Allora perché sono quattro anni che non vado da nessuna parte? Perché continuo ad essere un perfetto nessuno, mentre vedo incapaci coglioni con il pedigree a impartirmi ordini? Sono decisamente di pessimo umore. Mi faccio un culo come una casa tutti i giorni, dò l'anima per ventidue euro al giorno. La mia donna delle pulizie ne prendeva di più. Mia madre diceva sempre "Studia che se no finisci a lavare le scale". Comincio a credere che sia più remunerativo. E tendo sempre di più a voler lasciare negozio, città, regione, stato. Se parlassi Inglese perfettamente, vi giuro, che sarei già a Dublino. In tutto questo, almeno sono soddisfatta dei risultati ottenuti con la dieta: ben quattro chili persi in due mesi precisi. Adesso ho anche imparato a gestirmi quando sono a mangiare in mensa. E pensare che solo l'idea di dover pranzare o cenare lì mi angoscia. Qualcuno mi etichetta come se fossi anoressica. È chiaro che non ne hanno mai vista davvero una. Io mangio. Il giusto. E ogni tanto mi levo anche qualche sfizio. Che vita sarebbe senza alcol e Nutella? permalink - commenti (9) ![]() |
|
sabato, 05 luglio 2008 at 15:06 No comment. ![]() Nonostante mi fossi alzata alle cinque per andare a lavorare, oggi mi era sembrata una giornata piacevole. Il display della bilancia era sceso sotto il cinque. Il cielo era nuvoloso e pareva quasi che il fresco della mattina sarebbe perdurato. Non c'era molta gente in negozio, pur essendo sabato. Alle tredici avrei staccato avendo tutto il resto del giorno per me. Verso mezzogiorno appare sulla soglia il ragazzo del deposito al quale avevo lasciato il mio numero di cellulare. E dopo il raggio di sole, il buio profondo. Lo hanno trasferito a Parma. Ecco perché non lo avevo visto più. Ma si può essere più sfigate di così?? permalink - commenti (7) ![]() |
|
martedì, 01 luglio 2008 at 10:32 Confusione. Tiscali stavolta me l'ha fatta grossa.
Tempo addietro decido di cambiare il mio profilo tariffario, seguo la voce guida e scelgo una velocità di sette mega che costa venti euro in meno dei miei quattro. La signorina del Commerciale mi assicura che presto avrebbero provveduto a cambiare la mia adsl e che io nemmeno me ne sarei accorta. Passano quattro mesi ed io mi ritrovo ancora con i quattro mega. Chiamo, chiedo informazioni e sollecito. La sera del mio compleanno sparisce la connessione. Dieci giorni dopo, e varie telefonate a pagamento al numero di assistenza nel frattempo, il miracolo avviene e torno sulle onde del web. I cambiamenti mi sconvolgono. E non mi riferisco solo alla linea telefonica. Quasi venti giorni in compagnia della Gemella, abitudini per forza riadattate alla convivenza e poi, puff, in una nuvola di fumo ed un volo low cost della Ryanair, si ripiomba nella quotidianità, in quell'equilibrio precario che ho con fatica ricostruito. Non c'è dubbio.Sono state giornate e serate all'insegna del divertimento, di un'affiatamento che non ho con nessun'altra amica al mondo, come lo è l'affetto che mi lega a lei. Ma questa casa è decisamente troppo piccola per entrambe. Ci vorrebbero due stanze da letto, un frigorifero più grande, due iMac, due stepper. Talvolta due bagni. Lì siamo state grandiose. È difficile adattarsi ad una toilette sola quando ci sono due donne dentro lo stesso appartamento. Lei mi manca, ma ho capito pure che cominciavano a mancarmi i miei spazi. La vita da single pianta radici profonde nelle proprie abitudini e nel proprio mondo. Per vivere insieme, di sicuro, abbiamo bisogno di una casa più grande. Chissà, magari quando tornerà bella, magra, figa ed abbronzata dalle vacanze al mare, si sarà anche decisa a seguirmi a Dublino. Intanto, faccio i conti con gli scombussolamenti creati dai repentini cambiamenti che sono stata, mio malgrado, costretta a subire in questi giorni appena trascorsi, che si sono riversati principalmente sull'equilibrio alimentare. Ero riuscita faticosamente a perdere quasi tutti quei maledetti quattrochiliecento, ed adesso, per noia, depressione, sconvolgimenti vari, lotto costantemente con questo chiloetrè che sembra essersi piantato con le unghie fra cosce e pancia. Tanto il mare non lo vedrò mai per quest'anno. Ma, cazzo, avete presente quando volete una cosa più di ogni altra? Quando vi muovete per una pura soddisfazione personale? Ecco. permalink - commenti (6) ![]() |
|
mercoledì, 18 giugno 2008 at 09:20 Domani. ![]() Quasi trentasei. Meno male che non me li sento affatto addosso. Programmi per la serata di domani. Pizza, tre ottimi amici, forse una birra post-cena. Devo ricordarmi di comprare torta e candeline. O forse no e faccio finta di nulla. Dicono che dopo un certo numero si smette di contarli. In fin dei conti i regali già li ho ricevuti, no? Il Lupo mi ha regalato la seconda e la terza serie di Six Feet Under. Il Socio e la Gemella il Lacie Cinema. I miei una consistente somma in denaro. Sto a posto. Ho visto Chocolat. Non me ne voglia la Cinci (è obbligatorio pensare a lei guardando il film), ma non mi è piaciuto affatto. O forse dipende dal fatto che mi ha fatto venire una mostruosa voglia di cioccolato. Possibile che ci voglia così tanto per perdere peso e bastano due giorni per riprendere più di un chilo? Un consiglio per chi è a dieta come me. Non comprate taglie più piccole appena vedete i primi risultati. Rischiereste di sembrare una mortadella in minigonna. permalink - commenti (20) ![]() |
|
sabato, 14 giugno 2008 at 18:09 Il grande giorno. Metti una cena all'eritreo.
Metti una Gemella, il Socio e Ko'. Metti che chissenefrega delle calorie e dell'alcol. Metti le compere al mercato stamattina. Oggi è tutto perfetto.
permalink - commenti (9) ![]() |